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Chirurgo del Congo a Seriate - "Tecniche apprese per salvare le nostre donne"

«Aiuto l’Africa contro il cancro»

Chirurgo dal Congo a Seriate

Stage promosso da Lions Valseriana, Cesvi e ospedale Bolognini

Pablo Diangienda: tecniche apprese per salvare le nostre donne        

 

Un gioco di squadra per aiutare l’Africa e per dare alle donne africane una speranza in più contro il cancro al seno. L’idea è partita dal Lions Club Valseriana, che aveva come service per il 2013 la formazione di un medico africano proprio per approfondire le tecniche chirurgiche contro il cancro al seno. Il progetto

ha trovato subito sostegno all’ospedale «Bolognini» di Seriate - che ha messo a disposizione la sua struttura e il direttore di Senologia Domenico Gerbasi, con tutta la sua équipe - e al Cesvi, Cooperazione e sviluppo di Bergamo , onlus attiva dal 2001 in Africa nella lotta all’Hiv e all’Aids, per individuare il medico da formare.

Dal canto suo, il Cral della Banca Popolare di Bergamo ha messo in campo risorse e volontari per organizzare la permanenza del medico durante lo« stage» in Italia. Ed ecco che la «rete», in puro spirito di volontariato, e che ha coinvolto anche altre imprese bergamasche per aiutare il medico durante il soggiorno (Brevar per l’auto, Fiorano mediazioni assicurative, Ristorante Papillon per i pasti, B&B La Gemma per il soggiorno) , ha funzionato: Pablo Diangienda Kuntima Diasiama, 39 anni, chirurgo alla Clinica universitaria di Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo che conta oltre 13 milioni di abitanti, è approdato al «Bolognini » per due settimane di «full immersion» in sala operatoria con Domenico Gerbasi (il chirurgo africano è stato anche ad Alzano per approfondire la chirurgia in Urologia,  con il direttore Antonio Ranieri ). Pablo Diangienda ripartirà per Kinshasa lunedì: «Arricchito di nozioni e informazioni che applicherò nel nostro Paese. E aiutare le nostre donne. È difficile spiegare cosa significa

fare il chirurgo in Africa: per raggiungere villaggi e città lontane dalla capitale spesso mi tocca prendere un aereo e poi affrontare ore e ore di jeep prima di vedere i pazienti. E le attrezzature non sono certo quelle che ho visto qui a Seriate».

L’obiettivo per Pablo ora è quello di sviluppare un progetto efficace di diagnosi precoce e di chirurgia per salvare le donne africane dal cancro al seno. In Africa, solo nel 2012, sono morte per cancro al seno 522 mila donne, è stata diagnosticata la malattia a 1,7 milioni di donne e altre 6,3 convivono con un carcinoma mammario diagnosticato nei precedenti 5 anni.

«In Africa urge un sistema di screening e di prevenzione – evidenzia Gerbasi _– . Per questo nella formazione di Pablo Diangienda abbiamo puntato a un approfondimento della diagnosi precoce attraverso strumentazioni di base e già disponibili in Africa, come gli ecografi, così come a livello chirurgico ci siamo concentrati sulle tecniche più semplici ma comunque efficaci per combattere il cancro. E mi piace evidenziare che la qualità professionale del collega congolese è decisamente di alto livello. Ora confidiamo che le nozioni e l’esperienza acquisita qui possano essere trasferite ad altri colleghi del suo Paese, a tutto beneficio delle donne africane» Non solo: la permanenza di Pablo Diangienda è stata anche l’occasione per il Cesvi di avviare nuovi progetti, sempre in Congo, specifici in campo sanitario contro il cancro al seno. «Nella Repubblica del Congo siamo già attivi su Hiv e malattie sessualmente trasmissibili, inoltre siamo di supporto all’ospedale di Matete, con un focus anche sulla malaria mentre a Kinshasa abbiamo sviluppato un’attività anche per l’educazione sanitaria dei ragazzi di strada – sottolinea Piersilvio Fagiano, direttore ala progetti del Cesvi, insieme a Giangi Milesi, presidente Cesvi – . Grazie all’esperienza di Pablo Diangienda contiamo di poter rafforzare edestender e le nostre attività sanitarie ». E un invito viene lanciato, e raccolto, anche al Lions Valseriana: promuovere nuovi service per formare altri medici: «Siamo molto contenti di come è andata questa esperienza, anche grazie all’aiuto che tanti altri volontari e soci ci hanno dato – evidenziano Alfredo Gambardella, responsabile Cral Banca Popolare di Bergamo e il vicepresidente Lions Valseriana Marcello Annoni – . Il nostro obiettivo è continuare su questa strada». L’ospedale «Bolognini », dal canto suo, ha già le porte aperte: «Abbiamo staff medici e infermieristici con assoluta disponibilità a lavorare con colleghi di Paesi in via di sviluppo – evidenzia il direttore generale Amadeo Amedeo – . L’efficacia di questi progetti sta nel fatto che l’esperienza acquisita e il metodo di cura diventano esportabili e possono aiutare realmente le popolazioni nei loro luoghi di origine. Un modello culturale che funziona».

Fonte: L'Eco di Bergamo, 8 marzo 2014, di Carmen Tancredi

 

 

 

ultima modifica 10 marzo 2014